|
|
Chi ero nella mia vita precedente ?

Ero
un uomo
nella mia ultima incarnazione
su questa terra.
Sono nato da qualche parte nel territorio
che oggi si chiama America Centrale
approssimativamente nel 1775. Il mio lavoro era comandante, leader, capitano. Un breve profilo psicologico della mia vita precedente: una persona timida, chiusa, quieta.
Avevo grandi talenti, ma chiusi dentro di me. Spesso le persone che mi circondavano mi ritenevano strano. La lezione che ho imparato nella mia vita precedente e che potrà aiutarmi nel futuro è: il mio vero obiettivo dev'essere di rendere questo mondo migliore.
Gli aridi deserti celati nel fisico e nello spirito
attendono
solo
il mio tocco magico

Comincio a ricordare...ihihih :P
Se volete farlo anche voi il link è http://www.sitobastardo.com/la_mia_vita_precedente.asp
oppure potete usare quello che c'è nel mio elenco dei test
link http://www.magnaromagna.it/test/vitaprecedente.php
BUON DIVERTIMENTO :)
1954 : muore Auguste Marie Lumiere , inventore con il fratello Louise Jean del proiettore cinematografico e pioniere del Cinema.
1968 : la premiazione della 40esima edizione degli Oscar è stata rinviata a oggi per l'assassinio di Martin Luther King.Migliore attrice è Katharine Hepburn per il film " INDOVINA CHI VIENE A CENA ".Miglior regia per Mike Nichols per " IL LAUREATO ".
1972 : 44 EDIZIONE DEGLI OSCAR.Migliore attore : Gene Hackman per " THE FRENCH CONNECTION " che è anche il miglior film.Migliore attrice è Jane Fonda per " SHAFT ".Nessun premio invece per il plurinominato "ARANCIA MECCANICA" di Stanley Kubrick.
1975 : Approvato il decreto legge con cui i 18enni saranno ammessi al voto nelle prossime elezioni.
1979 : muore 67enne Nino Rota.Tra le sue composizioni , le musiche de " IL PADRINO " e di " 8 E MEZZO ".
SONO NATI OGGI
1847 : Joseph Pulitzer ( Editore a cui è intitolato il più famoso premio di giornalismo al mondo).
1929 : Max Von Sidow ( Attore de "L'ESORCISTA".
1932 : Omar Sharif ( Attore di "LAWRENCE D'ARABIA" de " IL DOTTOR ZIVAGO " ).
1994 : Viene trovato morto nella sua casa di Seattle il chitarrista e cantante dei Nirvana , Kurt Cobain.
Aveva 27 anni.

MATERIALE IN PARTE ACQUISITO DAL LIBRO "ROLLING STONES, RECENSIONI SUI NIRVANA"
L'8 APRILE, poco prima delle 9 di mattina, il corpo di Cobain venne trovato in una stanza sopra il garage della sua casa di Seattle. Sul suo petto giaceva un fucile calibro 20 con il quale il ventisettenne cantante, chitarrista e autore aveva posto fine alla propria vita.
Da sei giorni non si avevano più notizie di Cobain. Fu Gary Smith, un elettricista che stava istallando un sistema antifurto nella casa, a trovare Cobain morto. "All'inizio, ho creduto che si trattasse di un manichino" ha raccontato in seguito Smith. "Poi ho notato che c'era del sangue nell'orecchio destro. Quindi ho visto il fucile sul petto, puntato sulla guancia." Nonostante la polizia, un'agenzia privata d'investigazione e vari amici lo stessero cercando, secondo il rapporto del medico legale il corpo di Cobain si trovava lì da due giorni e mezzo. Nel sangue vennero rinvenute un'alta concentrazione di eroina e tracce di Valium. Il cadavere venne identificato soltanto grazie all'impronti digitali. Mark Lanegan, membro degli Screaming Trees e amico intimo di Cobain, dice di non averlo sentito per tutta la settimana. "Kurt non mi ha chiamato" dice. "Non ha chiamato neanche altre persone. Non ha chiamato la sua famiglia. Non ha chiamato nessuno." Lanegan racconta: "Cercavo Kurt da circa una settimana... Prima che lo trovassero. Ho avuto il presentimento che fosse successo qualcosa di brutto. Gli amici, la famiglia e i colleghi di Cobain erano preoccupati per la sua depressione e per il suo consumo di droga che andava avanti da anni. "Stavo cercando di dare a Kurt un aiuto professionale da nolto tempo" racconta l'ex manager dei Nirvana Danny Goldberg, oggi presidente dell'Atlantic. Fu comunque solo otto giorni dal ritorno a Seattle di Cobain (proveniente da Roma, dove in marzo aveva tentato il suicidio) che coloro che gli erano vicini si resero conto che era tempo di ricorrere a misure drastiche. Il cantante era andato "fuori di testa", sostiene un portavoce della Gold Mountain Entertainment, l'agenzia che cura gli interessi dei Nirvana e delle Hole. Gli amici di Cobain e di sua moglie, Courtney Love, affermano che in quel periodo ci fu un aumento dei litigi familiari, che costrinsero a volte la donna a trascorrere la notte fuori casa per sfuggire al comportamento imprevedibile di Kurt. Cobain aveva addirittura confidato ad alcuni amici di sospettare che lei lo tradisse. Anche il suo rapporto con i Nirvana era in crisi. Infatti la moglie raccontò a MTV che nelle settimane successive all'episodio di Roma Cobain le aveva confidato: "E' una cosa che non sopporto ma non riesco più a suonare con loro". Aveva aggiunto che voleva lavorare soltanto con Michael Stipe dei R.E.M. Ho parlato molto con Kurt durante le ultime settimane" disse Stipe in una dichiarazione ufficiale. "Avevamo in cantiere un progetto musicale ma non avevamo ancora registrato nulla." Il 18 marzo un litigio familiare degenerò quasi in una tragedia. All'arrivo degli agenti di polizia, chiamati da Love, lei disse che suo marito si era chiuso in una stanza con un revolver calibro 38 e aveva detto di volersi uccidere. Gli agenti confiscarono l'arma e anche un flacone di pillole 'assortite' e non meglio identificate, che il cantante aveva con sé. Love disse agli agenti dove Cobain teneva nascosta una Beretta 380, una Taurus calibro 38, un fucile semiautomatico e 25 scatole di munizioni; tutto il materiale venne requisito. Quella notte però Kurt disse agli agenti di non aver avuto realmente intenzione di togliersi la vita: il rapporto della polizia descrive l'incidente come una "situazione incerta, con sospetto di suicidio". Nessuno venne arrestato e in seguito Cobain "lasciò l'alloggio". Quattro giorni dopo, la coppia prese un taxi dalla abitazione, situata nel sobborgo Madrona di Seattle, al parcheggio di auto usate American Dream, nel centro della città. Il tassista Leon Hasson, racconta che i due litigarono per tutto il tragitto. Continuando a discutere, Cobain e Love entrarono nel parcheggio. Secondo la versione del proprietario, Joe Kenney, Courtney era fortemente contrariata perché alcuni giorni dopo che i due avevano acquistato una Lexus, il 2 gennaio, Cobain l'aveva riportata indietro. Love voleva quell'auto, ma il marito desiderava qualcosa di meno appariscente. Kenney aggiunse che Courtney appariva piuttosto agitata e che ingoiò alcune pillole mentre si dirigeva verso il bagno. A questo punto, i familiari, i colleghi dei Nirvana e l'agenzia organizzativa del gruppo avevano iniziato a rivolgersi a degli specialisti per curare i crescenti problemi psicologici e la dipendenza da eroina di Cobain. Uno di questi specialisti era Steven Chatoff, direttore esecutivo dell'Anacapa by the Sea, un centro di terapia comportamentale per il trattamento delle tossico dipendenze e dei problemi. psicologici di Port Huneme, in Caifornia "Mi chiamarono per vedere cosa si poteva fare", dice Chatoff. "Si stava facendo, su a Seattle. Era in astinenza, in uno stato di confusione completa. E loro temevano per la sua vita. Era in crisi." Chatoff iniziò a raccogliere interviste con gli amici, familiari e colleghi di Cobain per pianificare una terapia integrata. Secondo Chatoff qualcuno avvertì il cantante e la procedura venne annullata. La Gold Mountain afferma di aver trovato un'altro specialista e di aver detto una piccola bugia a Chatoff per rifiutare educatamente il suo intervento. Nel frattempo, Roddy Buttom - vecchio amico di Love e Cobain e tastierista dei Faith No More . volò da San Francisco a Seattle per prendersi cura di Kurt. "Gli volevo davvero bene" dice Bottum. "Andavamo propio d'accordo. Andai là per stare con lui come amico." Anche il bassista dei Nirvana, Krist Novoselic, decise di incontrarsi con Cobain, ma il confronto più violento avvenne il 25 marzo. Quel giorno una decina di amici - tra cui i compagni di squadra Novoselic e Pat Smear, il manager dei Nirvana John Silva, l'amico di vecchia data Dylan Carlson, Courtney, Goldberg e la manager delle Hole Janet Billing - si diede appuntamento in casa Cobain in Lake Washington Boulevard a Seattle per tentare un'approccio differente con un nuovo specialista. Come previsto dal trattamento Courtney minacciò Kurt di lasciarlo, mentre Smear e Novoselic dissero che avrebbero sciolto il gruppo se lui non avesse accettato un periodo di disintossicazione. All'inizio Cobain fu restio ad ammettere di aver problemi con la droga e sostenne di non aver avuto comportamenti autodistruttivi. Al termine di una seduta di cinque ore circa di tensione, tuttavia, Kurt ammise di essersi lasciato andare, e acconsentì a iniziare un programma di disintossicazione a Los Angeles quello stesso giorno. Poi si ritirò con Smear nella cantina della casa per provare dei nuovi brani. Una volta all'aeroporto di Seattle, però, Cobain cambiò idea e si rifiutò di salire sull'aereo. Love aveva sperato di convincerlo a partire per Los Angeles con lei, in modo da seguire insieme la terapia di disintossicazione. Invece, salì da solo sull'aereo insieme a Janet Billing (la figlia Frances e una baby sitter la seguirono il giorno successivo.) In seguito ha detto di rimpiangere di aver lasciato Cobain da solo ("Quella stronzata degli anni '80 dell'amore ostinato non funzione" dirà solo due settimane dopo in un messaggio registrato in occasione della veglia per Kurt). Dopo una sosta a San Francisco, Billing e Love volarono a Los Angeles e la mattina del 26 marzo quest'ultima prese alloggio in una suite da 500 dollari a notte del Peninsulal Hotel di Beverly Hills, dove iniziò una terapia di disintossicazione. (La Gold Mountain afferma che si trattava di un intervento per eliminare l'uso di tranquillanti.) Quella stessa sera, a Seattle, Cobain si recò a casa di un'amica spacciatrice nel quartiere borghese di bohèmien di Capitol Hill. "Dove sono gli amici quando ho bisogno di loro?" chiese alla sua amica, come ha dichiarato lei stessa a un giornale di Seattle. "Perché i miei amici sono contro di me?" Rimase a Seattle altri cinque giorni prima di acconsentire ad andare a Los Angeles per sottoporsi al trattamento. Prima di partire, si fermò presso l'abitazione di Carlson nell'area di Lake City di Seattle in cerca di un'arma: Carlson, che era stato testimone di nozze al matrimonio del cantante, afferma che Cobain gli disse che c'erano stati dei ladri nella sua proprietà di Madrona."Sembrava normale... Chiaccherrammo un po'" racconta. "E poi gli avevo già prestato delle armi in precedenza." Malgrado a Seattle non siano necessari un porto d'armi o un periodo di tempo per l'autorizzazione a usare armi da fuoco, Carlson credette che Kurt non volesse comprare personalmente un'arma perché temeva che la polizia - dopo l'episodio di lite familiare avvenuto solo dieci giorni prima - gliel'avrebbe requisita. Cobain e Carlson si diressero al vicino Stan's Shop e acquistarono una Remington modello 11 calibro 20 a sei colpi e una scatola di munizioni, spendendo circa 300 dollari che Kurt diede a Carlson in contanti. "Stava per andare a Los Angeles" dice Carlson. "Mi sembrò un pò strano che comprasse un'arma da fuoco prima di partire, perciò mi offrii di conservargliela finché non fosse tornato." Kurt, invece, insistette per tenere l'arma con sè. La polizia sostiene che Cobain se la portò a casa e la mise in un armadietto. Fu probabilmente Novoselic ad accompagnare l'amico all'aeroporto. Smear e un dipendente della Gold Mountain lo incontrarono a Los Angeles e lo accompagnarono allo Exodus Recovery Center, nel Daniel Freeman Marina Hospital di Marina del Rey. Cobain aveva già trascorso quattro giorni di disintossicazione presso l'Exodus nel 1992 ma aveva lasciato il centro prima di aver completato la terapia. Chattoff sostiene che, malgrado l'impossibilità di procedere con il suo programma, aveva parlato diverse volte al telefono con Cobain prima della sua partenza per Los Angeles. "Non era assolutamente convito di sottoporsi a quel trattamento" dice Chatoff "perché secondo lui si trattava soltanto di un'altra disintossicazione di bella apparenza." Cobain trascorse due giorni in quella clinica esclusiva. Parlò con diversi psicologi, nessuno dei quali ritenne che avesse tendenze suicide. Frances e la babysitter si recarono a trovarlo, mentre Love non vi andò mai. Il 1 aprile Kurt chiamò Courtney, che si trovava ancora al Peninsula. "Disse: 'Courtney, non importa quello che succederà, voglio che tu sappia che hai fatto un ottimo disco'" ha raccontato la donna in seguito a un quotidiano di Seattle. "Io dissi: 'Bè, che vuoi dire?' E lui : 'Ricordati soltanto questo, qualsiasi cosa accada: ti amo'." (Le Hole avevano programmato di fare uscire il loro secondo album, LIVE THROUGH THIS, undici giorni dopo.) Questa fu l'ultima volta che Love parlò con suo marito. Secondo un artista noto come Joe Mama, un vecchio amico della coppia che fu l'ultima persona ad andare a trovare Cobain al centro Exodus: "Ero preparato a vederlo tremendamente depresso. Invece sembrava dannatamente in forma". Un'ora più tardi, secondo quanto riportato da Courtney, Kurt "saltò lo steccato". In realtà si trattava di un muro di mattoni di oltre due metri di altezza che correva intorno al patio centrale. La Exodus è una clinica con scarsi controlli e protezioni e Cobain avrebbe potuto uscire dall'entrata principale, se solo avesse voluto; ma evidentemente aveva qualcos'altro in mente. Uno dei suoi visitatori: "Quando mi recai a fargli visita, lo trovai in compagnia di Gibby Haynes [dei Butthole Surfers]. Non conosco Gibby ma è pazzo. Stava parlando velocemente di gente che aveva saltato il muro di cinta, roba come: '[Un tipo] ha scavalcato il muro cinque volte'. Kurt probabilmente ha pensato che sarebbe stato divertente". Alle 19,25 Cobain disse al personale della clinica che sarebbe uscito nel patio per fumare una sigaretta e scavalcò il muro. "Teniamo accuratamente sotto controllo i nostri pazienti" afferma un portavoce dell'Exodus. "Ma alcuni riescono a fuggire." Molti degli amici e dei colleghi di Cobain si trovavano in quel momento a Los Angeles, al concerto di un'altro gruppo appartenente alla Gold Mountain, i Breeders, ed erano ignari della sua evasione. "Dopo la fuga di Kurt, sentivo Courtney al telefono in continuazione" dice Mama. "Era davvero sconvolta e lo cercammo in macchina ovunque, in tutti i posti in cui pensavamo che potesse andare. Era davvero spaventata sin dall'inizio. Credo che anche lei potrebbe confermarlo." Ma Cobain stava già facendo ritorno a Seattle. Vi giunse con un volo Delta tre ore dopo la sua fuga, all'una del mattino. Intanto Love gli aveva fatto bloccare la carta di credito della Seafirst Bank e aveva ingaggiato l'investigatore privato Tom Grant per rintracciarlo; ma era troppo tardi. Infatti secondo la polizia, l'annullamento della carta di credito rese ancor più difficile rintracciare Cobain, in quanto la Seafirst registra soltanto il tipo di operazione e la somma di denaro richiesta per le carte di credito bloccate, non la località precisa in cui viene utilizzata. La moglie aveva assunto anche un secondo investigatore privato per tenere sotto controllo la casa della spacciatrice di Cobain, una della quale si dice che Love fosse gelosa da tempo. Quando Kurt giunse alla sua casa di Madrona, vi trovò l'ex babysitter di sua figlia, Michael DeWittcommentò che il cantante aveva un brutto aspetto e si comportava in modo strano. "Ma io non riuscii a mettermi in contatto con lui." Né vi riuscirono altri. La polizia è propensa a credere che Cobain si sia aggirato per la città senza una meta ben precisa durante gli ultimi giorni di vita. Un dipendente di un'agenzia di taxi afferma che il cantante venne condotto a un negozio di armi per comprare delle munizioni (nella sua abitazione è stata in seguito ritrovata la ricevuta del negozio). I vicini raccontano di averlo scorto in un parco nei pressi della casa in quei giorni e affermano che aveva un'aspetto terribile e indossava un giubbotto esageratamente pesante. Pare che Cobain abbia trascorso un po' di tempo con alcuni amici tossici, facendosi così tanto da essere allontanato dagli altri che temevano il rischio di un'overdose. Si pensa inoltre che Cobain si sia recato nella sua seconda casa di Carnation, dove è stato trovato un sacco a pelo. Accanto c'era l'immagine di un sole tracciato con inchiostro nero, con sopra le parole "Fatti forza" e un posacenere pieno di mozziconi di sigaretta: una marca era quella di Cobain, l'altra no. Domenica 3 aprile qualcuno (probabilmente lo stesso Kurt) tentò di ritirare diverse somme di denaro con la sua carta di credito. Le somme, che andavano da 100 a 5 000 dollari, risultarono tentativi di riscuotere denaro contante. Il giorno seguente vennero eseguiti altri due tentativi, stavolta per pagare dei fiori, per un valore di 86 dollari e 60 centesimi. Fu in questo stesso giorno che la madre di Cobain, Wendy O'Connor, inoltrò una denuncia di scomparsa di persona. Disse alla polizia che probabilmente Kurt voleva suicidarsi e suggerì di cercarlo in un edificio di mattoni a tre piani, descritto come un luogo di ritrovo di tossicodipendenti, a Capitol Hill. Nel pomeriggio del cinque aprile, Cobain si barricò nella stanza situata sopra il garage di casa sua, incastrando uno sgabello contro la portafinestra. Le tracce raccolte sul luogo fanno ipotizzare che si tolse il cappello da cacciatore - che indossava quando non voleva essere riconosciuto - e frugò nella scatola di sigari che conteneva la sua dose di droga. Completò un messaggio di una pagina con inchiostro rosso. Indirizzando il messaggio a "Boddah", il nome che aveva dato al suo immaginario amico d'infanzia, Kurt parlò del grande buco vuoto che sentiva aprirsi dentro di se e che lo rendeva un "miserabile e autodistruttivo rocker di morte". Espresse anche il terrore che la vita di Frances Bean diventasse come la sua. Chiamando Courtney "una dea e compagna che stilla ambizione e comprensione" la implorò di "andare avanti" per il bene della loro bambina. "E' da troppi anni ormai che non provo più entusiasmo nell'ascoltare e nel creare musica, e neanche nello scrivere" scarabbocchiò Cobain, aggiungendo che "prima di salire sul palco, quando le luci si spengono e si alza il ruggito feroce del pubblico, tutto ciò non ha su di me lo stesso effetto che aveva su Freddie Mercury.. Ho tentato tutto quanto era in mio potere per provarci gusto e lo faccio, Cristo, credetemi lo faccio. Ma non è abbastanza. Sono contento del fatto che io e noi abbiamo fatto appassionare molta gente e l'abbiamo divertita. Devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose soltanto quando non ci sono più. Sono troppo sensibile. Ho bisogno di sballarmi un pò per recuperare l'entusiasmo di quando ero bambino". Trafisse il foglio con la penna, la infilzò sul pannello di sughero degli appunti e poi pare che abbia gettato il suo portafogli sul pavimento, lasciandolo aperto sulla patente di guida. Gli amici sono convinti che abbia fatto questo per aiutare la polizia a identificarlo. Love ricostruì il resto della tragedia per MTV: Kurt avvicinò una sedia alla finestra, si sedette, prese ancora un pò di droga (molto probabilmente eroina), appoggiò alla testa la canna dell'arma calibro 20 e - probabilmente usando il pollice - premette il grilleto. Sebbene il patologo della contea abbia determinato che Cobain morì nel pomeriggio del 5 aprile, qualcuno cercò di fare addebitare 1 716 dollari e 56 centesimi sulla sua carta di credito la mattina seguente. Il tentativo venne fatto via telefono o di persona ma senza carta. Il rapporto della polizia indica inoltre che due persone raccontarono che la spacciatrice di Capitol Hill aveva sostenuto che Cobain si era recato nel suo appartamento la sera del 5 aprile. La donna nega la circostanza. Per un crudele scherzo del destino, l'investigatore privato di Courtney, Tom Grant, arrivò a Seattle il 6 aprile. "Stavo lavorando[Grant]" racconta Carlson "e il giorno in cui stavamo andando a Carnation per cercarlo, abbiamo saputo che era morto." Carlson e l'ex sceriffo Grant avevano perquisito la casa di Cobain a Madrona un paio di volte ma non avevano controllato la stanza sopra il garage. (In seguito Carlson affermò di non essere a conoscenza dell'esistenza di quel locale.) DeWitt l'ascò l'abitazione principale e volò a Los Angeles il pomeriggio del 7 aprile, ancora all'oscuro della presenza del corpo lì vicino. La polizia dice di non essere mai entrata in casa prima della scoperta del cadavere e di aver solo chiesto a coloro che stavano lavorando fuori dall'abitazione se avessero visto Cobain. In un altro luogo, la mattina del 7 aprile, una telefonata di emergenza giunse al numero 911 denunciando una "possibile vittima di overdose" al Peninsula Hotel di Los Angeles. Polizia, pompieri e ambulanze giunsero sul posto dove trovarono Love e il chitarrista delle Hole, Eric Erlandson. (Frances e la sua babysitter stavano nella stanza accanto). Courtney venne condotta al Century City Hospital, dove giunse intorno alle 9,30. Venne dimessa due ore e mezza dopo. Il tenente Joe Lombardi del Dipartimento di Polizia di Beverky Hills dice che la donna venne arrestata immediatamente dopo essere uscita dall'ospedale e "accusata di possesso di sostanza illegale, possesso di strumenti per il consumo di droga, possesso di una siringa ipodermica e possesso di beni rubati". L'avvocato penalista Barry Tarlow, legale di Love, afferma, contrariamente ai rapporti ufficiali, che la donna "non si trovava sotto l'effetto di eroina" e "non era stata vittima di un'overdose". Sostiene che "aveva avuto una reazione allergica" al tranquillante Xanax. Tatlow riferisce che il "bene rubato" fosse un ricettario che "il suo medico.. le aveva lasciato quando si era recato a visitarla.. Non vi era nessuna prescrizione scritta sopra quel foglio". E la sostanza proibita? "Non si trattava di droga" dice Tarlow. "Era un incenso augurale hindu che ella aveva ricevuto dal suo avvocato, Rosemary Carroll." Love venne rilasciata intorno alle 15,00 dopo aver pagato una cauzione di 10 000 dollari (tutte le accuse contro di lei vennero in seguito lasciate cadere). Courtney entrò immediatamente allo Exodus Recovery Center, la stessa struttura di riabilitazione dalla quale suo marito era fuggito una settimana prima. Il giorno seguente, l'8 aprile, uscì dal centro non appena venne a conoscenza del ritrovamento di suo marito.
INVESTIGAZIONI
Ecco i principali elementi che hanno portato Tom Grant (investigatore privato) a pensare che Kurt Cobain sia stato ucciso:
-
Questione eroina Kurt prima di morire per la pallottola in testa, si era iniettato una dose di eroina pari a 3 volte la dose normalmente letale per una persona. Perché, se si voleva sparare? Come ha fatto a spararsi..dopo una dose cosi massiccia di droga?
-
Questione impronte Kurt non ha lasciato impronte,non ci sono impronte digitali ne' sul fucile, ne' sulla penna che si suppone usata per scrivere il cosiddetto Suicide Note (ultima lettera o lettera d'addio al mondo)
-
Questione Suicide Note La lettera d'addio (Suicide Note) sembrerebbe piu' una lettera d'addio al mondo della musica che al mondo terreno. Infatti Kurt non menziona mai esplicitamente di uccidersi; quando la polizia trovo' la lettera le attribui' il valore di 'Suicide Note' per la frase riguardante Frances e la sua vita senza il padre.
-
Questione esame grafologico La scritta che chiude il Suicide Note ('for Frances for her life which will be so much happier without me') è stata sottoposta all'attento esame di esperti grafologi , che sostengono che abbia una grafia differente da quella del resto della lettera.
-
Questione divorzio Nei giorni prima di morire Kurt chiese al suo avvocato di preparare i documenti per il divorzio e di rimuovere Courtney dal testamento. Inoltre, prima del loro matrimonio, Courtney aveva preteso un contratto pre-matrimoniale molto vantaggioso verso di lei. Kurt era in procinto di lasciare sua moglie e Seattle quando fu trovato morto.
-
Questione doppio Suicide Note Courtney era in possesso di una seconda lettera (Suicide Note). Lei non ne parlo' con nessuno e a Tom Grant (investigatore), quando glielo chiese, disse che l'aveva trovata sotto al cuscino di Kurt, ma Grant vi aveva precedentemente guardato e aveva trovato solo del Rohypnal. Secondo ciò che dice Grant, questa seconda lettera che Courtney tenne in segreto reca scritto che Kurt stava lasciando la moglie e Seattle e non dice affatto che Kurt stava per lasciare la vita.
-
Questione carta di credito Una delle carte di credito di Kurt era via quando fu ritrovato il suo corpo. Qualcuno ripetutamente cerco' di usarla dopo la sua morte per prelevare somme molto alte. I tentativi cessarono quando il suo corpo fu ritrovato.
-
Questione fucile Il fucile da caccia indicato come l'arma con cui Kurt si sarebbe suicidato è stato comprato prima, e non dopo, che Kurt fuggisse come segnalato. Inoltre era caricato con 2 munizioni supplementari. Perché una persona che sta per spararsi in bocca mette cosi tante munizioni in un fucile?
-
Questione apparenze La scena che si ritrovo' davanti la polizia non suggeriva affatto un suicidio: fu Courtney a suggerire cosi' alla polizia. I mass media male informati riportarono che Kurt si era barricato in casa, ma non era affatto vero:la porta era aperta.
|
|

LA MORTE DI BRANDON LEE
|
Il 31 marzo 1993, a Los Angeles, negli studi di Wilmington nel Nord Carolina, dopo due mesi di lavorazione e a 8 giorni dalla conclusione delle riprese de "Il Corvo", venne battuto il primo ciak della scena in cui Eric Draven, il personaggio interpretato da Brandon Lee, doveva essere colpito con un colpo di pistola da Funboy (l'attore Micheal Massee). Come da copione quest'ultimo, impugnando una 44 magnum, mirò all'addome del "Corvo" e sparò da una distanza di circa 5 metri, (lo sparo che si vede nel film è probabilmente quello che veramente uccise Brandon. Questa scena fu ripresa anche da un altra telecamera laterale, dove si sarebbe dovuto vedere molto più chiaramente la scena, ma quel nastro non è mai stato ritrovato. A quel punto Brandon, cadendo a terra, avrebbe dovuto portare le mani al ventre azionando il dispositivo, nascosto sotto la camicia, che avrebbe provocato una piccola esplosione, bucando e bruciacchiando il tessuto, simulando l'impatto del proiettile e facendo fuoriuscire una sostanza simile al sangue. "lo vidi crollare a terra, con un lamento", ricorda il regista Alex Proyas "il foro del proiettile mi parve perfettamente simulato e il sangue era forse fin troppo abbondante, ma nel complesso la scena era riuscita a meraviglia e dopo aver gridato 'stop' dissi che ne avremmo girata un'altra, più che altro per sicurezza". Tutti si mossero, sul set, per preparare la ripetizione della scena. Solo Brandon Lee rimase disteso al suolo, immobile. "Pensai che avesse voglia di scherzare, anche se la cosa era piuttosto strana perché sul lavoro Brandon era di una professionalità e di una serietà estrema", dice Proyas. "Visto che non si muoveva, mi avvicinai a lui. Notai che la macchia di sangue continuava ad allargarsi. Troppo liquido rossastro, per essere solo quello contenuto nel piccolo contenitore di plastica che Brandon avrebbe dovuto rompere simulando il ferimento e la caduta. Mi chinai, toccai con il dito quel liquido. Era tiepido e denso, come sangue... Sangue vero... Sul set cadde un silenzio di morte. La prima persona ad intuire il dramma fu Eliza Hutton, fidanzata di Brandon, che faceva parte del cast in qualità di assistente alla produzione. Lanciò un urlo e si precipitò verso Brandon, mentre io mi rendevo conto che respirava debolmente e che le sue condizioni dovevano essere gravi". Eliza lo abbracciò, era in preda alla disperazione, cercava di rianimarlo. Brandon venne trasportato d'urgenza al più vicino ospedale. I dottori trovarono un corpo metallico nello stomaco che gli provocò dei danni notevoli ed una emorragia interna. Morì di lì a poco al New Hanover Regional Medical Center. Fu sepolto vicino la tomba del padre Bruce Lee (ucciso anche lui misteriosamente mentre girava un film) nel cimitero di Lakeview (Washington). Brandon Lee doveva sposare Eliza Hutton non appena concluse le riprese del "maledetto" film.
Nonostante il tempo ,
con oggi sono passati 13 anni , mi chiedo sempre : Brandon , chi sarà stato?
Sarebbe potuto diventare un grande attore
con il carisma e la presenza scenica giusta...
ma sono sicura che non potranno mai togliergli
il ruolo di Angelo...lassù. |
|
|
|
|
1282: gli abitanti di Palermo attaccano le truppe francesi in quelli che diventano noti come i "Vespri Siciliani".
1955: OSCAR 27ESIMA EDIZIONE.Nella serata della consegna delle statuette il miglior film è " FRONTE DEL PORTO " che vale anche l'Oscar ad Elia Kazan per la regia e a Marlon Brando quello di migliore attore protagonista.
Migliore attrice è Grace Kelly per "La ragazza di campagna".
1981 : attentato a Ronald Regan.L'attentatore John Hinkley dichiara di essere innamorato dell'attrice Jodie Foster e di averne voluto attirare l'attenzione.
1987 : " I Girasoli " di Vincent Van Gogh viene messo all'asta e incassa 40 miliardi.
1987 : OSCAR 59ESIMA EDIZIONE.Vince " PLATOON " premiato anche per la regia di Oliver Stone.Migliore attore protagonista è Paul Newman per " IL Colore dei Soldi " e migliore attrice Marlee Matlin per " Figli di un Dio Minore " .
Miglior canzone originale è " Take my breath away " dei Berlin , scritta da Giorgio Moroder per la colonna sonora di Top Gun.
1992 : OSCAR 62ESIMA EDIZIONE.Vincono Anthony Hopkins e Jodie Foster con " IL Silenzio Degli Innocenti " che è anche il miglior film.
La vera sorpresa è italiana perchè quell'anno la statuetta per il Miglior Film Straniero va a " MEDITERRANEO " di Gabriele Salvatores.
1999 : Nello stato americano dell'Oregon , il produttore di sigarette Philip Morris viene condannato al pagamento di 2 miliardi di risarcimento alla famiglia di un uomo morto di cancro ai polmoni dopo aver fumato Marlboro per 40 anni.
_Sono nati oggi_
1746 Francisco Goya (pittore)
1844 Paul Verlaine (poeta maledetto)
1853 Vincent Van Gogh
1937 Warren Beatty (attore)
1945 Eric Clapton
1964 Tracy Chapman
1968 Cèline Dion
1979 Norah Jones
|